Portare i piccoli con il giusto supporto

Pubblicato il 11 giugno 2014

Nella mia esperienza di istruttrice Portare i Piccoli mi capita spesso di incontrare mamme durante i corsi, che arrivano con una collezione di supporti che non rispondono ai minimi requisiti per portare i bambini in posizione ergonomica.

Dopo aver lavorato con un buon supporto che metto a loro disposizione, si rendono conto della differenza e mi dicono: “Allora non sono io che sbaglio”.

Per prima cosa un buon supporto deve rispondere a questi principi di base
….” La posizione corretta del bambino portato sul corpo dell’adulto:
La posizione verticale del bambino, dalla nascita, e’ fisiologica:
quando il tronco del bambino e’ appoggiato al corpo del genitore e sostenuto in modo tale che non ci sia il vuoto tra i due corpi
quando le gambe del bambino sono aperte a ranocchio, in modo che le sue ginocchia stiano piu’ in alto del sedere.
quando la testa del bambino puo’ essere sostenuta
quando il sedere del bambino e’ a livello dell’ombelico di chi porta (MAI piu’ basso!).

Queste regole valgono per tutte le posizioni, davanti, sul fianco e dietro e per tutti i supporti!
Supporti che invece non permettono di tenere il bambino in questa posizione fisiologica semplicemente NON sono validi…..” (Tratto da www.portareipiccoli.it)

Il mio messaggio è chiaro: genitori, non fidatevi semplicemente delle pubblicità! Meglio affidarsi ad un incontro informativo gratuito tenuto da un’istruttrice formata per avere un approccio competente e non commerciale o, nell’impossibilità di frequentarne uno, contattare un’istruttrice che possa aiutarvi.
 Tenete presente che il percorso del portare è soggettivo e quindi un supporto non è detto che sia adatto per tutti.

Il portare in occidente è una pratica diversa da quella orientale: noi mamme non abbiamo un’esperienza legata al nostro vissuto perché non siamo state portate. Inoltre siamo legate a norme di sicurezza (in macchina mettiamo la cintura al nostro piccolo) abbiamo bisogno di incroci e nodi per sentirci sicure, la nostra società viaggia sulle immagini. Infatti spesso viene proposta o ricercata dai genitori la posizione a culla benché non sia ergonomica, dato che offre la possibilità di mantenere il contatto visivo.

E’ importante riflettere sul fatto che spesso i supporti orientali non sono confortevoli per noi occidentali, che un supporto che è stato il migliore per un genitore non lo sia per noi, proprio perché ogni percorso è esclusivo ed unico.

Uno degli obiettivi dell’associazione di cui sono presidente è quello di dare informazioni per una scelta consapevole. Cosi nei prossimi articoli analizzeremo un supporto alla volta per comprendere quali siano i requisiti per portare in modo ergonomico.

Speriamo cosi di aiutare sempre più genitori ad allontanarsi da supporti non adatti e di trovare meno genitori che abbiano investito in supporti che non li avvicinano di certo alla pratica del portare, ma anzi li demoralizzano.

Buon portare a tutti!
Sarah Cinquini