Aggiornamento istruttrici PiP® 2023 aperto anche ad altre scuole del portare

Pubblicato il 7 Marzo 2023

Sabato 6 maggio 2023

Iscrizioni compilano il modulo al seguente  link  entro il 26 aprile

➡️Dalle 10:00 alle 13:00

Titolo:  “Propriocezione e Movimento”

Unità didattica di DanzaMovimentoTerapia per Istruttrici PiP®

Docente : Maria Francesca Francioso

– Laurea in Storia del Teatro presso la facoltà di Scienze dello Spettacolo

– DanzaMovimentoterapeuta APID®

Corso di Formazione in DanzaMovimentoTerapia presso il Centro Danza Sarabanda di Milano, accreditato APID (Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia); 

– Master Internazionale in Arti Terapie presso l’Universitè Paris-Sorbonne; 

– Istruttrice Portare i Piccoli®

Proposta formativa:

“L’ambiente in cui nasce un bambino non sostiene i suoi movimenti ma lo rende completamente inerme e incapace di muoversi come faceva prima. Le gambe e le mani ruotano nel vuoto e se prima riusciva, spingendo con mani e piedi contro le pareti dell’utero, a cambiare e sistemare la sua posizione corporea, ora non ci riesce più. … 

Lo spazio è completamente cambiato; non si è mai trovato su una superficie piatta e ferma che non rispondeva ai suoi movimenti, non è mai stato in un ambiente che non sosteneva i suoi movimenti, che non gli veniva incontro! Immedesimiamoci nel bambino…”  (Esther Weber,  “Portare i piccoli. Un modo antico, moderno e… comodo per stare insieme”)

Immedesimiamoci nel bambino. Non è sicuramente semplice ricreare le stesse condizioni di un bimbo nella pancia, accolto e sostenuto nei movimenti, e successivamente di un neonato.

Il lavoro prevede di far sperimentare agli operatori, proprio attraverso l’uso del tessuto della fascia, quella che è la comunicazione effettiva tra madre e bambino, basata sul sistema propriocettivo e vestibolare, una comunicazione non verbale e connessa al movimento, dove i movimenti della madre si adattano a quelli del bambino e viceversa, in pratica sperimentare quello che Hatch chiama “Bonding Kinestetico”. 

Dopo la sperimentazione diretta e personale, lo scopo dell’incontro è quello di rendere la proposta un’unità didattica, un format, spendibile dagli operatori durante gli Incontri Informativi e/o durante gli incontri con i genitori, che si avvicinano al Portare. Per questo motivo non sono necessarie particolari competenze pregresse legate alla danza e/o al movimento.

Insieme si andrà ad analizzare: 

– l’importanza del setting 

– la scelta della musica 

– la sua applicabilità alla coppia o al gruppo 

in modo da poter padroneggiare ed eventualmente anche personalizzare la proposta, adattandola ai contesti in cui gli operatori si trovano ad incontrare i genitori, al numero di partecipanti all’incontro e al tempo a loro disposizione. 

 

➡️Dalle 14:00 alle 17:00

Titolo: “Come il Portare possa diventare strumento di holding ed handling utile alla promozione dello sviluppo neuromotorio del neonato”

Docente: Loretta Carturan

Dott. Fisioterapista dell’Area Pediatrica

Dipendente  AULSS 6 Euganea presso

Pediatria, Patologia Neonatale e Nido presso Ospedali Riuniti Santa Madre Teresa di Calcutta

Schiavonia (Monselice) -PD

Past President Gruppo d’Interesse Specialistico di Fisioterapia Pediatrica (GIS FT PED) dell’Associazione Italiana di Fisioterapia (AIFi) dal 2015 al 202

Proposta Formativa:

Nel 1986 l’autorevole American Academy of Pediatrics pubblicava i risultati di un esperimento in un modernissimo ospedale di Montreal. Il campione era formato da 99 mamme e dai loro neonati. Lo scopo era quello di verificare se, come qualcuno credeva, i bambini tenuti in braccio presentavano una riduzione significativa del pianto rispetto a quelli che, invece, venivano lasciati nella culletta. La risposta forse può apparire scontata, ma per la scienza nulla è vero se non è misurabile.

Così, dopo aver verificato che effettivamente i neonati portati in braccio piangevano il 45% in meno degli altri, e che anche nelle ore serali, quelle peggiori, quasi non piangevano affatto, allora hanno scritto che sì, effettivamente, non si può negare: tenere in braccio i bambini, o tenerli a contatto con il corpo delle madri, fa bene.

E se andiamo ancora più indietro nel tempo ossia negli anni ’70, veniva sperimentata con successo la Kangaroomother care, ovvero la “Cura della madre-canguro”, che esprime con altre parole lo stesso concetto del babywearing, con la differenza che si usa in riferimento ai bambini prematuri.
Negli ospedali colombiani, infatti, le cullette termiche erano insufficienti e il numero di bambini prematuri troppo alto. Così si è pensato: se funziona con i cuccioli di canguro, funzionerà anche con i cuccioli di uomo! E così è stato.

Negli anni successivi molti studi hanno confermato i benèfici effetti del contatto tra mamme e bambino anche sui neonati con un peso inferiore ai 600 g. Oggi sappiamo che la Kangaroo mother care permette al neonato di mantenere una temperatura corporea costante, migliora il ritmo cardiaco e respiratorio riducendo le apnee, favorisce l’allattamento al seno, determinando una riduzione significativa delle infezioni gastrointestinali; quindi, diminuisce fortemente il ricorso ai farmaci e a ulteriori cure che esporrebbero comunque il neonato a dei rischi; grande effetto ha anche nella percezione del dolore riducendone la sensibilità e, non ultimo, assicura una maggiore percentuale di sopravvivenza del neonato.

La conoscenza e gli studi di questi benefici negli ultimi anni, messi assieme alle buone pratiche cliniche ed in particolare quelle della Fisioterapia Pediatrica, ci permettono di dire che il Babywearing può diventare un’ottimo strumento nella modalità di holding ed handling che spesso viene consigliata ai genitori e caregivers di bambini che presentano anche altre problematiche di tipo muscoloscheletrico e neuromotorio sia in fase preventiva (primaria e secondaria) che in fase acuta e/o cronica, come ad esempio il reflusso gastroesofageo, il dolore in alcune patologie e alterazioni muscolo scheletriche come i piedi torti.

Vedremo quindi assieme come la Fisioterapia utilizzi e consigli l’uso della fascia nei diversi momenti di crescita e sviluppo del neonato/bambino e aiuti il genitore a migliorare il rapporto con il proprio bimbo.

 

Dove: Via Ansuino da Forlì, 4d, 35134 Padova

Parcheggi:

Costi: 

  • 120,00 €
  • Per le istruttrici che hanno frequentato l’aggiornamento o si è certificato nel 2022 la quota sarà di 100,00 € 
  • 150€per le operatrici del portare di altre scuole 

 

 

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