Perché una formazione sul portare?

Negli ultimi anni in Italia, l’interesse rispetto al tema del portare sta crescendo e molti neogenitori sono disposti a “provare” a portare i loro bambini. Nonostante questo, siamo ancora molto lontani da una vera cultura del portare, che intenda facilitare una relazione in ascolto tra genitori e bambini e lo sviluppo di una solida base di fiducia fin dalla nascita. Osserviamo che, in assenza di un’informazione culturalmente acquisita, l’approccio al tema si riduce per lo più alla ricerca del “miglior” supporto e le difficoltà che i genitori incontrano, quando cominciano a portare o lungo il percorso, spesso si focalizzano sulla scelta del prodotto adatto o meno. Osserviamo che molti genitori smettono o non iniziano a portare i loro bambini per mancanza di sicurezza, sia sul piano teorico, che tecnico/pratico o per mancanza di sostegno nella relazione. In questo percorso gli operatori possono trovare difficoltà perché a loro stessi manca una sicurezza di fondo e/o l’esperienza, o la capacità di orientarsi nei diversi aspetti del portare. Spesso non sono a conoscenza di quanto la pratica del portare, possa essere un utile strumento di osservazione della relazione e una risorsa per accompagnarla. Portare a contatto in modo funzionale e in uno stato di benessere, aiuta il consolidarsi di una buona pratica del portare. Pultroppo, proprio la visione limitata o condizionata o la mancanza di informazioni corrette di alcuni operatori ne condiziona l’efficacia e la diffusione.

Formazione portare i piccoli

Dott.sa Margherita Chiappini e una mamma

Pertanto due aspetti diventano fondamentali:

  • Un’informazione specifica, non commerciale, oggettiva rispetto alla fisiologia del portare, le sue basi scientifiche e il significato di portare i bambini addosso in occidente, nonché rispetto ai diversi supporti per portare attualmente sul mercato.
  • Un’assistenza specifica ai genitori competente, che trasmetta sicurezza e che li accompagni individualmente.