La tecnica, uno strumento di relazione

Pubblicato il 16 Dicembre 2018

Sarah Cinquini durante una lezione agli operatori

La psicologa e psicoterapeuta Giovanna Anti, docente della Formazione Portare i Piccoli®️, sottolinea le potenzialità del linguaggio analogico e degli strumenti,  dell’istruttrice Portare i Piccoli®️: “insegnando le legature, parlando di fascia, di spazio, di distanza, di tessuto, di orli, di legature, di posizioni, parlate di relazione”.

Un momento prezioso nella comunicazione analogica e non verbale tra istruttrice e genitore, è l’insegnamento della tecnica, unito all’attenzione nella manipolazione della bambola didattica.

Compiere gesti curati e trasmettere una tecnica precisa, significa diffondere un messaggio di rispetto verso il Portato e il Portatore: il dover aver cura del proprio corpo, la possibilità di mettersi in ascolto. L’utilizzo non corretto del supporto potrebbero avere come conseguenza, infatti, una maggior fatica del genitore e dolori fisici e questo può allontanare dal Portare.

Per il genitore, investire impegno nella realizzazione della legatura, significa prendersi del tempo per creare uno spazio di contenimento e amore, con attenzione e cura. Pensiamo ad esempio al Pettinare la fascia sulle spalle: al drappeggio. Non è solo una strategia per avere una miglior risposta della legatura, è una possibilità per far sentire al genitore più “comoda” l’esperienza. La conseguenza sarà: un corpo più rilassato, il dare un messaggio di accoglienza al portato , avere una risposta spesso  positiva dal bambino, il genitore si sentirà più sicuro , più competente ed io, istruttrice, sarò riuscita a lavorare  sul suo empowerment genitoriale. Tutto  grazie anche alla tecnica.  La pulizia della tecnica, che Pip sceglie di trasmettere, trasmette anche la pulizia dei bisogni. Il genitore va guidato all’essenza dei movimenti, alla semplicità, alla pulizia di tutti i passaggi artificiosi così come in educazione si guida alla pulizia dei bisogni indotti, per focalizzarsi sull’ascolto dei veri bisogni di bambino e genitore.

La Tecnica è uno degli strumenti che l’istruttrice ha per lavorare e mettersi in relazione. La richiesta esplicita del genitori è  imparare a legare correttamente il proprio bambino.

Lo spazio dove l’ istruttrice Portare i Piccoli®️ accoglierà Portato e Portatore, sarà uno spazio di ascolto, uno spazio di riconoscimento dei bisogni, uno spazio dove la relazione sarà protetta e contenuta con responsabilità e competenza. La  professionalità che serve per accogliere un’esperienza di relazione della diade ma anche uno spazio dove la domanda esplicita è imparare a portare correttamente il proprio bambino.

La fascia e la tecnica rimarranno, anche implicitamente, le mediatrici relazionali che creeranno una possibilità di relazione d’ascolto. 

All’operatore del Portare viene richiesto di rispettare  con professionalità la tipologia di servizio che la famiglia richiede, senza proporsi come tuttologo, e uno dei suoi strumenti per farlo è la qualità della sua tecnica.

Dott.ssa Margherita Chiappini, istruttrice e formatrice Portare i Piccoli®️